ULTIMI MELONI DELL’ESTATE

A questo nella foto di copertina ho dato il nome di Melone Menta – anche perché non ho trovato quale sia il nome vero – , non solo per il colore, ma perché ha il retrogusto fresco tipico della menta.

È un melone antico. Di quelli che non si trovano nei mercati, perché “fuori mercato”. Cioè le varietà reperibili sono quelle selezionate perché probabilmente hanno la maggior resa in fatto di consumi.

La caratteristica visiva è di avere due strisce di polpa di due colori, ben distinte e separate.

Di questo melone è dolcissima sia la parte arancione che quella verde, anche se a prima vista può sembrare insipido e acerbo. Ha la polpa compatta, piacevole da mordere e masticare. È forse il melone più buono tra quelli coltivati da Pellegrino nella sua Val di Chiana.

Ne coltiva molte varietà, nel suo orto grande come un campo di calcio, e ai meloni dedica ogni anno una superficie che credo essere tra i 150 e 200 mq: uno spiazzo attraversato da ghirigori di tralci attorcigliati e foglie, con palle dai diversi toni di giallo qua e là: sembra una tovaglia ricamata.

Ogni anno Pellegrino conserva i semi, avuti dal padre, che li aveva avuti dal nonno…non so per quante generazioni indietro.

Un altro melone straordinario lo chiamo Melone Acqua: ha il colore e il sapore – dolcissimo – di quelli che si trovano nei mercati, un sapore familiare. È la consistenza che spiazza, perché simile a quella dell’anguria. È acquoso, rinfrescante e dissetante.

Adesso i meloni sono stati tutti raccolti e sono in cantina, in attesa di essere .. mangiati. Ce ne sono verdi, bianchi, gialli, arancioni, lisci, reticolati, rotondi, oblunghi, piccoli, grandi…..

Sì, lo so, lo ripeto sempre. Sono una ragazza fortunata.

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