IO LO SO…

Io lo so che ciò che faccio, ciò a cui do valore, nella miriade dei grandi problemi del mondo, è senza importanza.

Le ragazze in Iran, i giornalisti imprigionati, i bambini che muoiono di fame…. Che importanza può avere una zuppa tipica fatta con ingredienti selezionati?

Eppure, qualche giorno fa, ho ricevuto questa recensione:

Deve essere bello perché questa è la nostra terza volta nella meravigliosa scuola di Marcella. Quasi esito a chiamarla scuola perché sembra più una casa. Marcella, Marta e Mina (spero di averlo scritto correttamente) si prendono davvero cura di te. E poi le lezioni che abbiamo seguito da Giovanni, maestro pasticcere, sono strepitose. Ha così tanta conoscenza e generosità da condividere tutto. La nostra prima volta è stata la lezione di cucina di 3 ore: fantastica. Un paio d’anni dopo Giovanni e Marcella hanno creato un corso di pasticceria specifico per le nostre esigenze: incredibile. E oggi c’era una lezione sul pane. Continuano a migliorare. Tornerai con nuove competenze, conoscenze approfondite e forse anche nuovi amici poiché lo staff è semplicemente persone meravigliose. Come dice Marcella: “Se potessimo tutti fare un buon lavoro ed essere felici del nostro lavoro, sarebbe un mondo meraviglioso”. E quando sei alla Giglio Cooking School è un mondo meraviglioso. Sean Sauber

Avevamo avuto una splendida conversazione dopo la lezione. Abbiamo detto che non abbiamo potere e anche quello di andare al voto non sembra contare molto. I governi continuano a farsi la guerra, continuano a incitare le masse con i mezzi di persuasione che tutti noi sembriamo conoscere ma nei quali cadiamo come pere mature. Non abbiamo altro mezzo, per diffondere la pace, se non quello di fare bene il nostro lavoro e distribuire i nostri sorrisi. Detto così sembra una cosa da ebeti. Ma io sono convinta he la vera rivoluzione cominci dal basso. Col comprare le verdure dai contadini per esempio.

Venti anni fa, quando sono andata in USA per la prima volta, sono rimasta colpita dall’uniformità e insipidità del cibo in un Paese tanto grande e con tante diversità. Oggi ho l’impressione che gli Americani comincino a rendersene conto: i loro cibi e i loro ristoranti mi sembrano  migliori di 20 anni fa. Non so se posso dire la stessa cosa dell’Italia. Qui preferisco tacere sulle motivazioni perché aprirei una polemica infinita.

Detto in parole povere e in soldoni: fare una buona zuppa, con ingredienti selezionati e naturali, crea economia  ( non finanza) e crea felicità intorno a una tavola. Se oggi lo faccio io, e continuo a farlo e domani lo fai tu e dopodomani siamo in quattro a farlo, le buone zuppe crescono in maniera esponenziale.  Crescerebbe la domanda di buoni ingredienti e il mercato si adatterebbe alle nuove esigenze dei consumatori.

Utopia? Mah!
Avete altre idee?

Io intanto vi do una ricetta:

MINESTRA PRIMAVERA

Ingredienti:

Pisellini freschi da sgranare *)

Patate

Carote

Fagiolini

Pomodorini ciliegia

Aglio

Cipollina fresca

Prezzemolo

Basilico

Olio di olive extra vergine

Sale

Pastina o pasta rotta

Sgranate i piselli. Tagliate a cubetti carote e patate.

Togliete le estremità dai fagiolini e tagliateli in piccoli segmenti. Tagliate i pomodori ciliegia e togliete i semi.

Tritate le due cipolline fresche.

Mettete tutte le verdure in una pentola on circa un litro di acqua. Portare a bollore e fate sobbollire per circa 15 minuti.

Mettete a bollire un’altra pentola d’acqua da aggiungere in caso la minestra si asciugasse.

Nel frattempo tritate il prezzemolo e spezzettate il basilico ( a mano).

Quando le verdure sono morbide, aggiungete l erbe, due cucchiai di olio di oliva extra vergine, un pizzico di sale.

Lasciate sobbollire per qualche minuto.

Aggiungete la pastina o la pasta rotta direttamente nella minestra.

Servite a piacere con Parmigiano Reggiano grattugiato o un filo di olio extra vergine di oliva e una macinata di pepe.

*) Le quantità sono indicative, vanno a “senso”. Questa è una minestra dolce e delicata che mia madre usava cucinare in estate. Ella non aveva misure precise e amava servirla con una cucchiaiata di pesto fatto a mano.

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