PARLO IL CIBO, QUESTA E’ LA MIA LINGUA

“I speak food, this is my language”, ha detto Norma Bourque durante la lezione di panificazione la scorsa settimana.

Avevo già sentito questa espressione: la cucina è un linguaggio. Con la frase di Norma Bourque il significato è ancora più diretto: “io parlo la lingua “cibo”.

Norma Bourque and me

Aggiungerei: il cibo sa ascoltare, capire e ripetere ciò che la persona che cucina ha detto.

Eppure è vero.

Ero stupita, quando insegnavo nell’ Istituto per stranieri e avevo 18 studenti in classe, ognuno alla propria postazione, dotata di induzione, acquaio, pentole utensili e ingredienti che io stessa avevo pesato e preparato per ciascuno di loro prima che entrassero nell’aula-cucina.

Come ho scritto in “Il Pensiero Quantico nella Cucina Italiana”, alla fine della lezione, durante l’assaggio, ogni elaborato era diverso – nonostante la stessa qualità e qualità di ingredienti e la procedura seguita dallo specchio inclinato sul soffitto -. Non si trattava solo di qualità tecniche e organolettiche quali sapidità o dolcezza, riduzione, consistenza, assemblamento. C’era dell’altro.

All’assaggio potevo leggere – o assaggiare, se preferite – la sciatteria, la voglia di primeggiare, il desiderio di stare appartati, come quello di essere distinti o diversi dagli altri, la precisione, l’umiltà della sapienza, la solidità come l’evanescenza, la leggerezza come la gravità, la sicurezza come la titubanza: una lunga serie di sentimenti, attitudini, stati d’animo, persino caratteri. E’ così: si possono individuare e sentire il sapore delle emozioni all’assaggio del cibo. Ogni pietanza “somigliava” al proprio esecutore, parlava di lui o di lei. Ogni pietanza stava trasmettendo l’essenza della persona che l’aveva cucinata.

Credo che questo esercizio e capacità di assaggiare il cibo “nel profondo” sia comune a tutti nonostante non ci facciamo caso, presi come siamo dall’appetito del momento, dalla fretta di tornare al lavoro, dalle preoccupazioni della nostra vita e da mille altre cose. Sono convinta che noi tutti sappiamo riconoscere – assaggiare se preferite – le emozioni dentro un boccone. Forse basta soltanto fermarsi un attimo e dar loro ascolto. Forse basta soltanto “farci caso”.

Il mio libro “Il Pensiero Quantico nella Cucina Italiana” è al momento in vendita all’Isola del Giglio o direttamente alla scuola Gigliocooking a Firenze.

Esiste il formato Ebook in lingua Inglese su:

Marcella Ansaldo © 2026