Camminare a Firenze durante il lock down ha suscitato in me una doppia emozione, nonostante la città vuota fosse agghiacciante e un po’ lugubre.

Fissare i monumenti, i maestosi palazzi e le chiese senza cercare di vederli sopra il mare di teste delle strade sovraffollate è stato piacevole. La facciata del Duomo era più bella che mai: la sua visione potrebbe davvero provocare la Sindrome di Stendhal.
Inevitabile per la mia mente, sempre tesa con pensieri sullo spazio e sul tempo, tornare al passato. Nel 1800 questi monumenti erano già qui: li vedevano i miei bisnonni. I loro nonni li videro nel 1700, e lo stesso risalendo al 1600 e 1500. Com’era la vita a quel tempo? Firenze, il Fiore, era sicuramente affollata. Era già un centro internazionale: luogo di nascita del sistema bancario, importante polo politico per “riunioni di politici”, città della moda, dove le signore potevano acquistare sete costose e rare e contare su abili e fantasiose sarte per cucire abiti mai visti prima. Città delle arti e dei mestieri, ricca di “botteghe” che creano tutto ciò che è il piacere più necessario: la Bellezza.
Perché il Rinascimento è iniziato qui? Perché Firenze è la città della Nuova Nascita? Ho la mia risposta: libertà. La libertà di creare bellezza. La libertà di mettere in pratica ciò che le persone avevano in mente. Qualcosa che oggi sembra ovvio a noi occidentali. Ma questa libertà, il semplice, fondamentale diritto di esprimersi è ancora negata in una parte troppo ampia del pianeta.

Firenze era la città d’elezione di scienziati, medici, architetti, pittori, sarti, artigiani di ogni artigianato, musicisti e prestatori di denaro, banchieri, uomini d’affari.
I De Medici erano essi stessi ricercatori: farmacisti, alchimisti e… cuochi. Il loro lavoro – e la loro passione – erano formule elaborate, sia con prodotti chimici che…con alimenti. Hanno trovato “ricette”. In lingua italiana la parola “ricetta”, è valida sia per ricetta medica che per ricetta di cucina. È sinonimo di “formula”.
I De Medici trovarono anche la formula della besciamella: grasso, amido, liquido nel rapporto di 1-1-10. Oggi si tende ad usare il burro: il loro grasso era l’olio d’oliva.
C’è un video su FB in cui spiego la besciamella.
https://www.facebook.com/gigliocooking.school.florence/videos/217374536817689
I De’ Medici “inventarono” anche le crepes, che chiamarono “crespelle”.
La ricetta delle Crepes di Caterina è ancora un “must” della cucina fiorentina. La principessa Caterina de’ Medici si sposò con Enrico de Valois, futuro re di Francia nel 1533, all’età di 14 anni. Era una principessa sofisticata, abituata all’etichetta della corte fiorentina e abituata al cibo elaborato alla loro tavola, dove tutti gli invitati avevano un tovagliolo (sconosciuto in Francia), una forchetta (sconosciuta in Francia), un bicchiere personale (….); dove le portate venivano servite una per una e non in grandi vassoi tutte insieme su una tavola disordinata. Ha portato in Francia il libro di cucina della Famiglia e… le buone maniere. Da allora le “formule fiorentine” sono diventate ricette francesi.
Prima di darvi la ricetta delle Crespelle alla Caterina, vorrei informarvi che nel sito della Membership ci sarà una rubrica dedicata ai VERI cibi d’Italia.
Di seguito trovi la ricetta.
CRESPELLE ALLA FIORENTINA DI CATERINA DE’ MEDICI
Ingredienti per l’impasto:
150 gr di farina
375 ml (1 + ½ tazza) di latte
3 uova
un cucchiaino di sale
burro per la padella
Sbattete le uova in una ciotola, aggiungete la farina, il sale. Versare il latte nella pastella mescolando lentamente continuamente. Impostare per mezz’ora.
Sciogliere una noce di burro in una padella antiaderente, versarvi un mestolo di pastella e far cuocere da entrambi i lati.
Ingredienti per il ripieno:
400 gr di spinaci
200 gr di ricotta fresca
45 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
45 gr (1+ ½ oz) olio extra vergine di oliva
sale, pepe e noce moscata
1 spicchio d’aglio
Lavare bene gli spinaci. In una larga padella far rosolare l’aglio nell’olio extra vergine. Unire gli spinaci crudi, salare e cuocere con un coperchio, per un paio di minuti, finché non saranno morbidi. Quindi scolare, lasciare raffreddare e strizzare l’acqua in eccesso. Tritateli. Quindi mantecare con la ricotta, il Parmigiano Reggiano. pepe e noce moscata.
Ingredienti per la salsa:
30 gr di farina
50 gr di olio extra vergine di oliva o burro
1/2 litro (2 tazze) di latte
45 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
sale, pepe e noce moscata
Scaldare l’olio extra vergine di oliva e aggiungere la farina mescolando. Aggiungere il latte, precedentemente riscaldato, al composto tutto in una volta e far sobbollire per circa 2 minuti. Aggiungere sale, pepe, noce moscata e Parmigiano Reggiano.
Mettere il ripieno in ogni crespella. Ungete una teglia di vetro da forno, continuando a mescolare, con il burro e adagiateli. Coprire con la salsa e il Parmigiano Reggiano. Cuocere in forno a 200° C – 400 F fino a quando la superficie sarà dorata (12 minuti).
Marcella Ansaldo © 2021





