All’età di sei giorni mia figlia più piccola ha iniziato a venire con me al ristorante di nostra proprietà. Era solita stare in una stanza accanto con una adorabile baby sitter che poi è diventata la mia più stretta collaboratrice. Stavo davanti ai fornelli, mescolando pentole, girando il pesce, gridando il numero del tavolo per andare e, su sua richiesta urgente, mi precipitavo nella stanza accanto a darle da mangiare.
Quando aveva circa tre anni, ha iniziato a ripetere tutte quelle domande che fanno i bambini: perché? Ma perché? E perché? Molte di queste domande si riferivano all’habitat naturale in cui è cresciuta.
- Mamma, cosa è questo? –
- Un mixer. –
- Mamma, e questo cosa è? –
- Un mixer. –
- Mamma, cosa è quest’altro? –
- Un mixer. –
I mixer non erano tutti uguali. C’erano un mucchio di macchine diverse per usi diversi, non potevo spiegarle, o non avevo il tempo di spiegarle con il linguaggio dei bambini. Ma, ovviamente, il suo viso mostrava un punto interrogativo non espresso.
Marta, questo è il nome di mia figlia, trovò il suo modo proprio per distinguere le diverse macchine. Dette loro nomi propri di persona.
Il robot divenne Mario.
Il macina-carne e grattugia-formaggio divenne Luigi
Il frullatore a immersione divenne Marco

Seguendo questa filosofia, anche la grande lavastoviglie, il forno, i frigoriferi e tutte le attrezzature ebbero un nome. Marta chiese aiuto alla sua tata , la quale scrisse su etichette adesive i nomi suggeriti da Marta, la quale li ha appiccicati sulle macchine.
Abbiamo ancora il robot Mario e l’etichetta, adesso logora e scolorita, è ancora lì attaccata.
Mario è , acciaccato, vista l’età, ma ancora funzionante e ancora insostituibile per il nostro famoso patè:
PATE’ DI FEGATINI DI POLLO
IngredientI:
500 gr cuori e fegatini di pollo
100 gr pancetta ffumicata
100 gr panna da cucina
burro, cipolla, sale
Brandy, Marsala

Pulite il fegato di pollo eliminando la bile e tagliate la parte superiore dei cuori per togliere il sangue coagulato all’interno. Lasciateli in ammollo in acqua con un po ‘di aceto per circa mezz’ora.
Fate appassire una cipolla rossa ( che è più dolce) in un po’ di burro e nella pancetta
Aggiungete i fegatini e i cuori, salate e fate cuocere finché diventano grigi. Schiacciateli con un mestolo di legno per farli cuocere anche dentro.
Bagnate con un po’ di Brandy e fate evaporare. Spegnete il fuoco.
Mettete tutto nel mixer.
Versate il composto in una ciotola. Aggiungete la panna da cucina e mezzo bicchiere di Marsala.
Scioglilete un po’ di burro e versatelo sul fondo della terrina che conterrà il patè. Mettetela in frigo per farlo solidificare.
Spargete il patè sullo strato di burro e livellate la superficie.
Potete finire con altro burro sciolto sulla superficie per proteggere il patè. Oppure…:
… potete servirlo con gelatina di frutta tagliata a pezzetti. *) nota
… o gelatina di vino dolce.
E’ buono con fettine di pane leggermente tostato – anche un Pam Brioche semi-dolce.
*) Nota:
scaldate poca acqua, sciogliervi la gelatina; aggiungete bacche rosse miste o soltanto fragole o mirtilli; distribuitela in un vassoio largo e mettetelo in frigo per solidificare. Una volta gelificata, tagliatela a cubetti e disponetela intorno al piatto.
Marcella Ansaldo





