MARMELLATA DI ARANCE AMARE

Non si trovano così facilmente. Bisogna avere la fortuna di un’amica come Fulvia Ferri che te le porta, fresche e profumate, appena colte nel giardino.

Ho deciso che devo fare le cose per bene.

Lavo le arance spazzolandole, perché, sebbene biologiche e senza alcuna diavoleria per farle crescere, la buccia è molto porosa e trattiene la polvere.

operazione una conclusa. Ora la seconda operazione. Più noiosa… Prendo questo attrezzo:

…una ad una “raschio” la buccia ricavandole filetti sottili arancioni. Poi sbuccio le arance, tolgo cioè la parte bianca. Infine taglio a pezzi gli spicchi eliminando i semi… che sono davvero tanti.

Ho pesato la polpa liberata dai semi e le striscioline di buccia arancione. Ne avevo un totale di 2,5 kg. Ho pesato lo zucchero. Io ne metto metà del peso della frutta. Ho usato metà zucchero marrone e metà bianco.

E poi la cottura, fino a 108°.

A questo punto mi sono fatta prendere dalla pigrizia. Ho invasato la marmellata ancora bollente e, anziché bollire per fare il sottovuoto, ho seguito il consiglio di un’amica che marmellate ne fa tante: ho rovesciato i vasetti, tappo all’ingiù, e ho aspettato che freddassero.

Stamani li ho messi in frigo… perché non si sa mai. Voi comunque effettuate la sterilizzazione in sottovuoto con la cottura.

Stamani l’ho assaggiata. La pectina contenuta naturalmente nella polpa degli agrumi e soprattutto nei semi ( che toglievo durante la cottura man mano che salivano a galla), l’ha trasformata in una gelatina. E’ buonissima. Spalmata sul pane che ha fatto Giovanni Stecca al corso ieri… una favola. Chissà com’è che non mi piacciono le marmellate e le confetture che si trovano comunemente in vendita…….

Marcella Ansaldo

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