Mentre Andrea Battiata parla, sento che non esistono altri modi di coltivare se non il suo. Coltivazioni intensive? cosa sono? prodotti biologici? già! coltivati adiacenti a terreni zuppi di non si sa che. Campi bio-dinamici? insetti che combattono altri insetti? No, non c’è nessuno battaglia sui campi di Bellosguardo.
E davvero capisco che questo è il vero modo di coltivare: rendere le piante felici.

Andrea Battiata è un agronomo che ha girato il mondo; ha studiato piante, terre, sali minerali, metodi di coltivazione. Mai aveva pensato di poter fare anche il contadino e cominciare un orto. L’ispirazione è arrivata da quanto c’è di più lontano dall’idea di un orto organizzato e coltivato in base alle stagioni e per le esigenze di alimentazione umana: le foreste pluviali del Brasile, dell’ Australia, dell’ Asia.
Già! cosa hanno in comune le foreste pluviali con gli orti mediterranei?
Non molto. Ma si può imparare da loro. Si può imparare dalle foreste; si può studiare e capire da dove prendano l’energia per sopravvivere, crescere, alzarsi, diventare potenti. L’energia arriva – oltre che dal sole e dalla luna, che, come ben sanno i contadini di tutto il mondo e di tutti i tempi, hanno molto a che fare con la crescita delle piante – dal humus. Humus fatto di foglie caduche; dallo sviluppo di batteri e funghi. Humus completamente vegetariano, arricchito dai fermenti di auto-fermentazioni.
Andrea Battiata riprende – sarebbe meglio dire che non ha mai smesso – a studiare: studia la nutrizione cellulare, studia il sistema Giapponese di coltivazione con fermenti EM.
Qui mi arrendo: la materia diventa la micro-biologia. Mi discosto troppo dalla mia che semplicemente è la cucina. Ma mi fido ciecamente di quest’uomo sapiente.

Firenze è una delle città più sorprendenti del mondo. Che siamo a Firenze è chiaro dalla foto sopra. In quale altre città esistono vigneti e uliveti proprio in mezzo? qui siamo sulla collina di Bellosguardo: siamo sopra piazza Tasso da una parte e piazza di Porta Romana dall’altra parte. Sotto di noi – dipende da dove ti giri – il giardino di Boboli, via di Soffiano….
L’orto bio-attivo di Andrea Battiata è quassù. Arrivarci e scenderne è una goduria per gli occhi: colline verdi, il Belvedere, la cupola del Santa Maria del Fiore….
da qui partono le verdure che arrivano a scuola ogni settimana. Non si sa quali: dipende dalla stagione, dalla crescita, dalla reperibilità…..
Andrea Battiata continua a parlare. E’ affascinante. Ci spiega come e perché le sue piante non si ammalano: perché prendono da sole i giusti nutrienti dalla terra. Come dovremmo fare noi: mangiare bene per potenziare il nostro sistema immunitario.

L’orto bio-attivo sta riscuotendo un grande successo. C’è un progetto in corso, finanziato dalla Unione Europea, che vede l’Università di Firenze impegnata a studiare i metodi di Andrea Battiata.
Ogni giorno l’orto bio-attivo riceve visite: da associazioni, da scuole, da privati cittadini curiosi e con idee innovative.

Eccomi al centro, tra Andrea Battiata e Massimo dell’ Associazione NAJS di Pontassieve.
Ci viene offerta una dolce colazione prima di andare via: fragole sane e dolci, appena colte, con un sapore “di fragola” ( scusate se è poco…) che persiste piacevolmente a lungo.

Marcella Ansaldo © 2021









