LE REGINE DEL GIGLIO

Barbara ed Alessio hanno trovato un loro modus vivendi all’Isola del Giglio.

A dispetto di quanti affermano che sull’isola non c’è niente da fare, ecco una grande esempio di ricerca e operosità.

Barbara e Alessio sono due tecnici professionisti, lei geometra, lui esperto di idraulica e riscaldamento. Con entusiasmo aiutano la famiglia nelle altre attività “collaterali” – un po’ di orto, un po’ di vigna e vino, un po’ di olio – , come succedeva al Giglio quando l’isola era auto sostenibile e tutto veniva prodotto in loco; anche perché il traghetto – o “postale”, come veniva chiamato allora – non sempre arrivava in base al meteo;  per le  varie forniture c’erano alcuni bastimenti a vela.

Quindi da fare ce n’è, a saperlo cercare e ad averne voglia.

Devo esprimere a questo punto una mia opinione: Il Giglio sta vivendo un nuovo rinascimento. Per fortuna Barbara ed Alessio non sono gli unici ad aver riscoperto attività eco-sostenibili da svolgere sull’isola.

Alessio e Barbara hanno cominciato un apiario.

Inizio del percorso trekking lungo il sentiero nella macchia mediterranea

Sullo sfondo, le cime di Montecristo

Un’attività che è quasi una sfida. In Italia le api hanno cominciato a scomparire negli anni 80, a causa di un parassita che le attacca: la varroa.

L’idea non è nata sotto buoni auspici, anche perché all’inizio Alessio – che è il fautore tenace, insistente, ostinato – ha perduto alcune famiglie di api.

Il vigneto di famiglia con lo sfondo della baia del Campese

Alessio si è innamorato delle api, del loro modo di organizzarsi, costruire le loro case, i loro depositi di cibo, le loro nursery, con tecniche che potrebbero essere definite anti-sismiche: tre celle esagonali unite a un vertice, poste alla base di una cella esagonale per edificare  una struttura stabile e indistruttibile.

Barbara e Alessio

Bambini e adulti con la tuta protettiva: c’è anche la guida Marina Aldi. Andiamo a vedere le api

…ci vado anch’io

Si è innamorato della loro intelligenza, del modo con cui comunicano tra loro. Amandole ha cominciato a rispettarle, molto di più di come le rispettiamo noi comuni essere umani che le rispettiamo perché sappiamo che, una volta estinte le api, il genere umano ha quattro anni di sopravvivenza prima di estinguersi a sua volta. Quello di Alessio è un amore vero, perseverante. L’amore di un padre che cerca la soluzione ai problemi del figlio.

Ha iniziato a tracciare i loro comportamenti e le loro caratteristiche; le ha studiate per cercare di capire come aiutarle a sopravvivere.

C’è chi dice che le api siano come semi.

Le api vengono allevate da millenni, una storia nella storia che racconta la loro capacità di nutrire e adattarsi ai vari ambienti, conservando la generosità di produrre cibo e medicine per gli umani. Le api, a seconda di chi è il loro custode, sono gestite in modi diversi a seconda del loro habitat e del cibo a loro disponibile.

La struttura di un alveare: tre celle sotto una cella. Forse gli antichi Egizi, gli Etruschi e altri popoli dell’antichità hanno imparato ad edificare dalle api…. e non dagli alieni.

Ecco.

Questa è la chiave.

Le api si adattano a clima al cibo disponibile. Adattarsi significa evolversi anche geneticamente, dando vita a individui, poi famiglie e poi sciami in grado di vivere in un determinato ambiente.

Non poteva mancare un finale con degustazione…..

Al Giglio non ci sono pesticidi o fertilizzanti. L’isola è un parco e la natura selvaggia irrompe e impera. Niente che possa ostacolare la crescita o causare indebolimenti o malattie. Il cibo raccolto dalle fioriture spontanee  è sano e nutriente. Alcune piante sono già officinali e già forniscono elementi curativi.

Queste api, così curate e fortificate, sono i semi di nuove generazioni di api sane e forti.

Chi alleva api lo fa per produrre miele oppure pappa reale o propoli: sottrae alle api ciò che loro producono anche per il loro stesso sostentamento.

Cosa ha cominciato a fare Alessio?

Nutre le api con il loro stesso cibo. Qualcosa che i produttori di miele fanno poco volentieri, dal momento che il miele è un prodotto da vendere.

Anche Alessio e Barbara vendono il miele… cioè quello che rimane dopo aver nutrito le produttrici.

Il loro miele si chiama The Queens, Le Regine.

Che cosa ha osservato Alessio?

Le api sono diventate più forti, più robuste anche più determinate.

La varroa non è stata sterminata ma è diventa una coinquilina innocua dell’alveare. Le api sono in grado di staccarsela di dosso, forse anche aiutandosi l’un l’altra. Si ripuliscono dal parassita e ricominciano il loro lavoro.

Il modo di pensare e intendere a continuazione della vita rendendo noi stessi più forti mi ricorda il modo di lavorare di un altro amico, con cui GiglioCooking ha stretto una recente collaborazione: Andrea Battiata dell’Orto Bio-Attivo di Firenze. Anche Andrea fortifica le piante fortificando il suolo. Lo fa con i fermenti vegetali di kefir. I sui filari di verdure sono puliti e liberi da parassiti: le piante sembrano essere in grado di respingere “soggetti indesiderati” da sole, senza l’ausilio di prodotti chimici.

Questo è il mio post dedicato a lui e al suo orto:

https://www.gigliocooking.com/it/2021/07/04/lorto-bio-attivo-di-firenze-2/

La filosofia è la stessa: essere forti per affrontare la vita con felicità.

Dovrebbe essere una filosofia anche per noi umani, che ne dite?

Le api continuano a lavorare sane e felici. Intanto si godono lo spettacolo di questi tramonti su Montecristo.

Marcella Ansaldo © 2021

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