IL SITO ARCHEOLOGICO DI ROSELLE

Non mi aspettavo una simile bellezza, una tale dimensione e neanche di provare questa emozione. A dire il vero non i aspettavo neanche questo sole, che ha fatto capolino prepotente dopo una mattina di nuvole.

Parco Archeologico di Roselle. Su un’altura che un tempo dominava il lago di Prile, una laguna che arrivava al mare, dove oggi c’è Castiglione della Pescaia. Siamo in Maremma, terra di Etruschi, coloro che sapevano come e dove costruire, che conoscevano i capricci delle intemperie e la violenza dei conquistatori.

LUNGO LA STRADA….

Mi immaginavo pochi sassi, buttati lì, nell’incuria a cui purtroppo siamo abituati per tanti altri tesori italiani. Sono una Maremmana isolana dell’isola del Giglio. Sono passata sulla strada Senese migliaia di volte ( posso dire davvero migliaia), ogni volta guardando quell’insegna marrone “Roselle” e promettendomi ogni volta che, qualora non avessi avuto fretta – sempre questa fretta dannata di andare da un posto a un altro, sempre il lavoro, sempre i doveri familiari, sempre il desiderio di raggiungere il mare al più presto possibile – senza mai godersi il percorso, senza mai godersi “la vita che scorre mentre sei intento a fare qualcos’altro”, come scrisse John Lennon – , qualora non avessi avuto fretta, dicevo, mi dovevo fermare. La devo conoscere meglio questa Terra Mia.

SCAVI ETRUSCHI

Finalmente è accaduto, un giovedì a inizio maggio, appena la politica ha dato il via alle riaperture di posti simili (se posso fare una critica, da non-virologa: un posto così è il meno adatto alla propagazione di qualsiasi virus).

Che gioia. Davvero. Ho provato una grande gioia. Prima di tutto per esserci. Poi per scoprirla e vedere che Roselle non è un luogo con quattro sassi antichi buttati lì a casaccio. È un luogo che diventa mistico, perché ci si accorge del passaggio della storia: le fondamenta Etrusche di tufo, i muri romani ricoperti di malta, i resti del medioevo più lontano, quello subito dopo la caduta di Roma. E si vede tutto, nitido. Si vedono le differenze, si capisce come vivessero i nostri antenati. Ci si sente discendenti e, forse – indugiando con l’autostima – un po’ eredi di tanta grandezza.

LA PIANURA DA ROSELLE AL MARE

Il lago Prile non c’è più: il tempo lo ha ricoperto di terra e la mano dell’uomo di coltivazioni, uliveti, case e strade. Adesso è così, come lo vedete nella foto sopra.

E’ inevitabile chiedersi: ma come hanno fatto dei cubetti di materia a resistere a millenni di intemperie? i disegni sono ancora brillanti e ben delineati. E i muri? sembra che la “malta” sia fatta con una percentuale di calce e sabbia non ancora identificata, ma tale da diventare ancora più resistente con il passaggio dell’acqua. Alchimie antiche….

SALONE CON VISTA LAGO

L’amore per il bello, la passione sfrenata per il lusso, la ricerca degli agi – come dimostrano le tubazioni sotto il pavimento per riscaldare gli ambienti – erano propri dei Romani, come il gusto del convivio, la musica e tutto ciò che era divertimento e piacere era propria degli Etruschi. I due popoli si sono combattuti e si sono completati, prendendo l’uno dall’altro usi e costumi.

Non poteva mancare un anfiteatro a sottolineare che che l’arte è la cosa inutile più necessaria all’uomo.

SOLO IN MAREMMA LA CAMPAGNA E’ COSI’..

Uno sguardo alla pianura, mentre ridiscendiamo costeggiando le mura.

UN PERCORSO CHE AFFASCINA FINO ALLA FINE

Le mura sono costituite da massi enormi.

Ma come hanno fatto a sollevarli e a posizionarli?

Siamo sicuri di essere noi uomini del 2000 tanto più avanti?

Una passeggiata così, nel verde, nel bello, nella cultura, ci aiuta a capire e anche a ridimensionarci un po’. Ci libera dalle nostre manie di onnipotenza e forse ci rende più leggeri e felici.

Marcella Ansaldo ©

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