IL GIARDINO DELLE ERBE

 Foto di copertina presa dal sito historiamfirenze

Appena sotto la chiesa medievale di Santa Margherita a Montici, c’è un giardino che è stato disegnato come  la forma di metà Giglio di Firenze.

Ci troviamo nel parco dell’ ultima casa abitata del Presidente del Consiglio e Senatore Giovanni Spadolini, oggi sede della biblioteca da egli voluta, della Fondazione che porta il suo nome e della rivista Nuova Antologia.

È domenica mattina, le campane rintoccano. La torre campanaria è proprio sopra di noi, dietro i rami degli alberi. Il panorama è Firenze.

Davanti a noi la collina di Pian dei Giullari con il Castello della Torre del Gallo. Ai suoi piedi tutta la città.

Questo giardino è la creazione alcune  signore, amanti della cultura e dedite alla conservazione e alla rivalutazione di antiche tecniche culinarie.

Amanti della perfezione, hanno messo a punto alcune salse, ricavandone le ricette dal libro di Marcus Gavium Apicius “De re culinaria”, del I sec. D. C.,  evidenziandone la modernità. Un lavoro minuzioso di calibrazione degli ingredienti ( non ci sono quantità nelle ricette antiche), oltre che di ricerca degli stessi; avvalorato poi dagli esami biologici e test di conservazione. Sì, perché la conservazione è tutta naturale: non ci sono agenti chimici ma sono i principi attivi contenuti nelle piante e nelle erbe a  mantenere salubrità e proprietà organolettiche.

Simonetta con Lorella e Francesca – Francesca, Lorella, Marcella

Ecco perché un giardino: un paradiso per api e altri insetti impollinatori. Qui vengono coltivate erbe aromatiche comuni ed altre di difficile reperibilità, ma molto usate per speziare i piatti dei nostri antenati.

Il lavoro di Francesca Ricci e Lorella Buti, non ha solo una valenza culturale, ma anche e soprattutto, una valenza scientifica: come e quanto le erbe e le combinazioni di erbe e cibi possano incrementare la nostra salute, rinforzare il sistema immunitario, guarire dalle infiammazioni e, senza paura di esagerare, prevenire malattie croniche e forme tumorali. D’altro canto, non siamo stati noi “moderni” i primi a capire che il cibo può darci o toglierci salute: gli studiosi antichi, anche se con principi diversi, basavano la loro medicina su questo assunto.

Erba della Madonna: va spellata e si usa come cicatrizzante e anti-infiammatorio sulle ferite, più o meno come l’aloe vera.

menta-basilico e origano

le foglie nuove e tenere del papavero rosso possono essere cotte e mescolate in impasti per torte di verdure; la ruta, usata dai Romani, oggi è usata per aromatizzare alcune grappe

Salvastrella, dal caratteristico sapore di noce; Salvia Minima, con una farfalla macaone

Timo Longicalius e Aneto

Issopo di Creta e Levistico

Stiamo lavorando a un programma speciale da proporre agli studenti di Gigliocooking: impareremo a usare salse con sapori unici, mai provati prima; visiteremo il giardino e ci addormenteremo all’ombra della torre campanaria…

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