I SEMI DI PAPAIA

Ormai è diventato un frutto nazionale, dal momento che ne esistono coltivazioni in Sicilia.

La papaia  esiste in diverse varietà, che differiscono soprattutto nella dimensione.

La polpa è arancione ed è ricca di micro-nutrienti. I semi sono rotondi, neri e lucidi: sembrano perle.

Un mio incontro particolare con la papaia è avvenuto a Portorico. All’arrivo all’aeroporto c’era la mia amica Vanessa ad accogliermi. Aveva una confezione di papaia, che aveva pulito a tagliato a cubetti. Mi ha detto:

– Mangiala adesso. Ti farà bene. Ti rimetterà a posto lo stomaco dopo questo viaggio –

Ci ho creduto, anche perché Vanessa è un medico.

Aveva ragione. Sono sensibile al fuso orario e anche ai lunghi voli. Sarà stato per la papaia, che ha subito riempito la mia bocca del sapore dei Tropici, completando immediatamente – e da dentro – con il sapore  il mio impatto con il luogo: il caldo, gli odori, le palme al vento…

In ogni caso, il mio stomaco è stato bene. Cosa che non mi accade: ogni volta che sorvolo l’oceano poi devo fare i conti con una giornata di malesseri vari.

Un altro incontro particolare è avvenuto a Firenze, a Gigliocooking.

Mangiandone la polpa mi sono innamorata dei semi. Pensavo di farne una collana.

Ma poi mi sono documentata e allora ho deciso di utilizzarli nel modo più consono alla mia professione: li ho mangiati. Non tutti…. Solo un paio per assaggiarli, così, un po’ bagnati e freschi. Sono croccanti, amarognoli, con un lieve sentore di senape.

Ne  ho ricavato una spezia.

Ho fatto così:

Una volta  tolti dalla polpa, i semi sono stati lavati e liberati dalle fibre arancioni che rimangono inevitabilmente attaccate.

Li ho lasciati su un panno a scolare, poi li ho sparsi su una teglia coperta di carta da forno e li ho fatti essiccare a bassa temperatura: 100 gradi per una ventina di minuti. Girandoli con la mano si capisce quando sono bene asciutti ed eventualmente si può prolungare la permanenza in forno. E’ importante, perché la presenza di acqua può causare muffe.

Li ho macinati con un mixer elettrico.

 Li ho messi in un vasetto con la data. Non posso stabilire una data di scadenza, ma non li userei dopo un anno: batteri, muffe e altri micro-soggetti sono sempre in agguato.

Niente altro.

Per usarli: come tutte le altre spezie. Li aggiungo a insalate, salse ( molto bene con la maionese, specialmente se fatta in casa) a risotti, ad arrosti – più che con la carne bovina, questi sapori sono adatti a carni  più dolciastre, come il maiale e l’anatra.

Immagino che la vostra fantasia possa fare il resto.

Non sprecate i semi di papaia: sono fonte di vitamine e sali minerali!

Marcella Ansaldo © 2021

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