Non ci sono soltanto loro. Ma è grazie anche a loro che al Giglio la coltivazione della vite è tornata ad essere un’attività di spicco.
Simone e Giovanni Rossi.
C’è da dire che è più difficile prendere coraggio e iniziare una simile avventura se non si ha il loro fisico! La terra è bassa, si dice

E questi terreni sono… in salita, fatti a scale, Terrazze di muri a secco con la terra portata un tempo nei sacchi in spalla o a dorso d’asino. L’isola del Giglio è tutta terrazzata, anche nei luoghi più impervi e verticali. Segno che in passato era autosufficiente, come del resto era necessità che fosse. Tutto vi veniva coltivato: ortaggi, legumi, cereali. Riutilizzare queste “greppe” è dare onore a chi per secoli ha forgiato l’isola e la vita che vi scorreva nell’unico modo possibile.
In questa attività è stato trascinato anche Francesco, suocero di Simone. Fa finta di brontolare….
…..e intanto si prende cura della vigna.

Questa è la vigna “La Fontuccia” e il vino che ne esce, forte di sole e sale, è già famoso nel mondo.

Complimenti Ragazzi e Grazie, grazie per amare così la nostra terra.







